Nonni e Covid-19, storie di resilienza

Nonni e covid-19, storie di resilienza

In tempo di crisi a farne le spese spesso sono le persone più fragili e deboli, a meno che non ci sia qualcuno in grado di dare loro attenzione e cura, nel tentativo di mantenere il filo di una narrazione che rischia di interrompersi.

Dal momento della chiusura forzata, gli operatori delle Case d’Accoglienza per anziani della Paolo Babini hanno fatto ricorso alla propria creatività e alla professionalità per non spezzare il legame con i nonni e i loro familiari, a volte a distanza attraverso l’uso delle tecnologie (“si anima e risponde come se tu fossi lì presente e potessi sentirlo!”), oppure scegliendo nei periodi di picco della pandemia di vivere 24 ore al giorno all’interno del Centro Residenziale per non rischiare di portare il contagio all’interno.

Un legame tenuto vivo, perché ognuno potesse sentirsi nel pensiero di qualcun’altro. Grazie a chi ci ha detto: “ho sentito da parte vostra una vicinanza che è stata anche fisica, siete diventati fratelli e sorelle”.

Dal mese di giugno è anche attivo un servizio di “Operatore familiare” a domicilio realizzato con il contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi e per poter concedere ai familiari brevi pause rigeneranti.

Siamo consapevoli delle difficoltà affrontate dalle famiglie dei nostri anziani, e della paura che questo virus possa contagiare i loro cari.

La nostra storia, per ora, ha un lieto fine, ed è quello che nessuno degli ospiti dei due servizi è stato contagiato. Non è ancora tempo per abbassare la guardia, ma è importante ripartire, riprogettando i servizi per coniugare relazioni e sicurezza.

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